Calcolo TFR
Calcola il trattamento di fine rapporto maturato, con la rivalutazione annuale di legge e la quota massima ottenibile come anticipo.
Bastano stipendio e anni di servizio. Inflazione e aumenti usano valori medi prudenti.
TFR maturato stimato
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Come funziona il calcolo
Il trattamento di fine rapporto si calcola con una formula fissata dall’articolo 2120 del codice civile: la retribuzione lorda annua divisa per 13,5, cioè il 7,41%. Da questo importo si sottrae un contributo dello 0,50% destinato al fondo di garanzia INPS, per cui la quota effettivamente accantonata è circa il 6,91%.
Su una retribuzione di 30.000 euro sono circa 2.070 euro l’anno: poco meno di una mensilità.
La rivalutazione annuale
Il capitale già accantonato non resta fermo. Ogni 31 dicembre si rivaluta con una formula di legge: 1,5% fisso più il 75% dell’aumento ISTAT dei prezzi al consumo. Sulla rivalutazione si applica un’imposta sostitutiva.
È un rendimento certo ma, per costruzione, incapace di recuperare interamente l’inflazione: ne recupera tre quarti, più l’1,5% fisso. Con inflazione bassa protegge bene, con inflazione alta il potere d’acquisto si erode. La barra sopra mostra quanta parte del tuo TFR viene dalle quote accantonate e quanta dalla rivalutazione: la seconda cresce molto lentamente.
Che differenza c’è tra modo semplice e avanzato
Il modo semplice ipotizza un’inflazione del 2% e aumenti retributivi dell’1,5% annuo: valori prudenti, adatti a farsi un’idea.
Il modo avanzato ti fa cambiare entrambi. Serve soprattutto per due domande: quanto vale il mio TFR se l’inflazione resta alta per anni, e quanto cambia se prevedo una carriera con aumenti sostenuti. Alzando l’inflazione si vede bene il limite della formula: la rivalutazione sale, ma sempre meno di quanto salgano i prezzi.
Perché il risultato è una stima
Il calcolatore proietta la retribuzione futura con un tasso di crescita costante e ipotizza un’inflazione media. La realtà è irregolare: promozioni, cambi di livello, anni di inflazione elevata e periodi di assenza non retribuita modificano il risultato. Per l’importo esatto già maturato il riferimento è il dato riportato nel piede della tua busta paga.
L’anticipazione del TFR
La legge consente di chiedere un’anticipazione a condizioni precise:
- almeno 8 anni di servizio presso lo stesso datore di lavoro;
- massimo il 70% del TFR maturato;
- una sola volta nell’intero rapporto di lavoro;
- per spese sanitarie straordinarie, acquisto o ristrutturazione della prima casa, congedo parentale o percorsi formativi.
Il datore di lavoro può inoltre accogliere le richieste entro limiti annui: il 10% degli aventi diritto e il 4% del totale dei dipendenti.
I contratti collettivi possono prevedere condizioni più favorevoli di quelle di legge: meno anni richiesti, percentuali superiori o causali aggiuntive. Conviene sempre verificare il proprio CCNL prima di dare per scontato un rifiuto.
Se il TFR è nel fondo pensione
Chi ha destinato il TFR alla previdenza complementare segue regole diverse: il capitale viene investito anziché rivalutato con la formula di legge, e le anticipazioni hanno condizioni proprie, per alcune causali più flessibili. Soprattutto cambia la tassazione finale, che passa da circa il 23% a un’aliquota compresa tra il 15% e il 9%.
È la differenza economicamente più rilevante di tutta la materia ed è trattata nel confronto completo su TFR in azienda o nel fondo pensione. Per la formula, le causali di anticipo e le tutele in caso di insolvenza del datore, vedi TFR: come si calcola e quando puoi chiedere l’anticipo.
Attenzione. Il risultato è una stima indicativa basata sui parametri inseriti e sulla normativa italiana vigente. Non sostituisce il conteggio ufficiale della busta paga né la consulenza di un professionista abilitato.