Calcolo stipendio netto da lordo

Calcola in pochi secondi quanto ti resta in busta paga partendo dallo stipendio lordo annuo. Gratuito, senza registrazione.

Ti servono solo due dati. Contributi e addizionali usano i valori medi di un dipendente del settore privato.

Stipendio netto mensile stimato

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Come si passa dallo stipendio lordo al netto

La differenza tra quello che scrive il contratto e quello che arriva sul conto corrente sorprende quasi tutti: con una RAL tra 30.000 e 60.000 euro, nel 2026 viene trattenuto tra il 22% e il 37% del lordo prima di arrivare in tasca. Il percorso è sempre lo stesso, in quattro passaggi.

1. Si tolgono i contributi INPS

Dalla retribuzione lorda si sottrae la quota contributiva a carico del lavoratore, di norma il 9,19% per un dipendente del settore privato. Il datore di lavoro versa separatamente una quota molto più alta, circa il 30%, che non compare in busta paga.

2. Si ottiene l’imponibile fiscale

Lordo meno contributi uguale imponibile: è su questa cifra, non sul lordo, che si calcolano le imposte. Chi confronta due offerte di lavoro guardando solo la RAL sta guardando il numero sbagliato.

3. Si applica l’IRPEF a scaglioni

L’aliquota non si applica a tutto il reddito, ma a fasce successive: dal 2026 sono il 23% fino a 28.000 euro, il 33% fino a 50.000 e il 43% oltre. Un errore molto diffuso è credere che superare i 28.000 euro faccia tassare al 33% l’intero stipendio: al 33% va solo la parte eccedente.

4. Si sottraggono le detrazioni e si aggiungono addizionali e bonus

La detrazione da lavoro dipendente riduce l’imposta ed è tanto più alta quanto più basso è il reddito, fino ad azzerarsi sopra i 50.000 euro. Poi si aggiungono le addizionali regionali e comunali, che cambiano da comune a comune e possono valere alcune centinaia di euro l’anno.

Chi ha un reddito fino a 40.000 euro ha in più le misure sul cuneo fiscale: fino a 20.000 euro una somma esente da tasse, tra il 4,8% e il 7,1% del reddito; tra 20.000 e 40.000 euro un’ulteriore detrazione fino a 1.000 euro. Sotto i 15.000 euro può spettare anche il trattamento integrativo, fino a 1.200 euro l’anno. Il calcolatore le applica tutte.

Che differenza c’è tra modo semplice e avanzato

Il modo semplice risponde alla domanda più frequente: quanto mi resta di questa RAL. Usa i parametri di un dipendente standard del settore privato, che coprono la maggior parte dei casi.

Il modo avanzato serve quando stai decidendo qualcosa e i dettagli contano. Ti fa impostare quattro leve in più:

Perché il risultato può differire dalla tua busta paga

Il calcolatore usa i parametri standard di un dipendente senza situazioni particolari. Nella busta paga reale incidono anche:

La detrazione per coniuge a carico applicata qui usa la formula base dell’articolo 12 del TUIR, senza le maggiorazioni minori previste tra 29.000 e 35.200 euro di reddito, che valgono tra 10 e 30 euro l’anno. Non è considerata nemmeno la riduzione di 440 euro delle detrazioni prevista oltre i 200.000 euro di reddito.

Domande frequenti

Cosa cambia nel 2026 per lo stipendio netto?

La legge di bilancio 2026 ha abbassato la seconda aliquota IRPEF dal 35% al 33%, sulla parte di reddito tra 28.000 e 50.000 euro. Il risparmio è il 2% di quella parte: fino a 440 euro l’anno, raggiunti con un reddito di 50.000 euro. Oltre i 200.000 euro il beneficio viene annullato riducendo le detrazioni. Restano confermate le misure sul cuneo fiscale in vigore dal 2025.

Conviene farsi pagare la quattordicesima?

Non cambia il totale annuo: distribuire lo stesso lordo su 14 mensilità invece che su 12 abbassa l’importo mensile ma aggiunge due mensilità extra. Cambia solo il ritmo con cui ricevi il denaro, non quanto ne ricevi.

Un aumento può farmi guadagnare di meno?

Quasi mai: con gli scaglioni l’aliquota più alta colpisce solo la parte di reddito che supera la soglia. Ci sono però due eccezioni, entrambe su stipendi bassi, legate ai bonus in busta paga. Con i parametri standard, chi supera i 16.518 euro di RAL perde il trattamento integrativo e circa 130 euro netti l’anno, che recupera solo con altri 200 euro lordi. Un effetto simile c’è intorno ai 9.360 euro. Sopra queste cifre il netto cresce sempre, anche se in alcune fasce molto lentamente, come spiegato in quanto arriva davvero di un aumento.

Quanto costo davvero alla mia azienda?

Circa 1,4 volte la tua RAL: ai contributi a carico del datore di lavoro (intorno al 30%) si sommano il TFR accantonato (6,91%) e l’assicurazione INAIL. Il moltiplicatore reale varia da 1,35 a 1,55 secondo il CCNL e la classe di rischio. Lo trovi spiegato nella guida su quanto costa un dipendente all’azienda.

Attenzione. Il risultato è una stima indicativa basata sui parametri inseriti e sulla normativa italiana vigente. Non sostituisce il conteggio ufficiale della busta paga né la consulenza di un professionista abilitato.