Dimissioni o licenziamento: cosa spetta nell’ultima busta paga

Aggiornato il · a cura della redazione CalcolaChiaro

L’ultima busta paga di un rapporto di lavoro è la più complessa di tutte: contiene voci che non compaiono mai altrove ed è quella su cui si concentrano più errori, semplicemente perché viene elaborata una sola volta.

Vale la pena sapere in anticipo cosa deve contenere.

Le voci delle competenze di fine rapporto

Qualunque sia il motivo della cessazione, ti spettano sempre:

1. La retribuzione dei giorni lavorati nell’ultimo mese, riproporzionata.

2. Il TFR maturato. Circa una mensilità per ogni anno di servizio, precisamente il 6,91% della retribuzione lorda complessiva, rivalutata. Se lo hai destinato a un fondo pensione non compare qui: resta nel fondo fino alla pensione, come spiegato in TFR in azienda o nel fondo pensione.

3. I ratei di tredicesima e quattordicesima. Maturano un dodicesimo al mese: chi cessa a settembre ha diritto a nove dodicesimi di tredicesima.

4. Le ferie e i permessi non goduti, monetizzati.

5. L’indennità sostitutiva del preavviso, se dovuta.

Il preavviso: chi lo deve a chi

È il punto che genera più confusione, perché funziona in modo speculare.

Se ti licenziano e il datore non ti fa lavorare il preavviso, deve corrisponderti l'indennità sostitutiva: una somma pari alla retribuzione che avresti percepito in quel periodo.

Se ti dimetti e non lavori il preavviso, sei tu a dover pagare l’indennità al datore, che la trattiene dalle competenze finali.

La durata del preavviso è stabilita dal CCNL e cresce con l’anzianità e il livello: può andare da quindici giorni a sei mesi per i dirigenti.

Prima di dimetterti, controlla il preavviso previsto dal tuo CCNL. Andarsene senza rispettarlo può costare una o più mensilità trattenute dall’ultima busta paga.

Nel licenziamento per giusta causa il preavviso non è dovuto dal datore. Nelle dimissioni per giusta causa non è dovuto dal lavoratore, che anzi ha diritto all’indennità sostitutiva e mantiene l’accesso alla NASpI.

Le ferie non godute

Le ferie maturate e non godute si monetizzano al momento della cessazione. Il valore di una giornata si ottiene rapportando la retribuzione mensile ai giorni lavorativi del mese.

Due precisazioni utili:

monetizzazione è ammessa solo alla cessazione.

controllare i residui ogni mese nel piede della busta paga.

Come si tassano le competenze finali

Non tutto segue le stesse regole, ed è il motivo per cui l’importo netto sorprende.

Tassazione ordinaria per la retribuzione dell’ultimo mese, i ratei di tredicesima e le ferie monetizzate: si sommano al reddito dell’anno e seguono l’IRPEF ordinaria.

Tassazione separata per il TFR: si applica un’aliquota calcolata sulla media dei redditi degli ultimi cinque anni, in genere più favorevole, con un successivo ricalcolo da parte dell’Agenzia delle Entrate.

L’effetto pratico è che l’ultima busta paga può subire un prelievo elevato: le ferie monetizzate e i ratei si sommano al reddito dell’anno e possono spingere una parte del reddito in uno scaglione superiore, come spiegato negli scaglioni IRPEF.

Cosa cambia tra dimissioni e licenziamento

Dimissioni volontarieLicenziamento
TFRSpettaSpetta
Ratei e ferieSpettanoSpettano
PreavvisoLo devi tuTe lo deve il datore
NASpINon spettaSpetta
Ticket licenziamentoNoA carico dell’azienda

La differenza decisiva è la NASpI. È anche il motivo per cui alcune aziende propongono una risoluzione consensuale in sede protetta: consente al lavoratore di accedere all’indennità.

Le dimissioni vanno fatte online

Dal 2016 le dimissioni volontarie sono valide solo se trasmesse per via telematica, tramite il portale del Ministero del Lavoro con SPID o CIE, oppure tramite patronato o consulente abilitato.

Una lettera cartacea consegnata all’ufficio del personale non ha efficacia. Hai sette giorni per revocarle, sempre per via telematica.

Fanno eccezione le dimissioni durante il periodo protetto di maternità o paternità, che vanno convalidate presso l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

Cosa controllare prima di firmare

  1. Il conteggio delle ferie residue. Confrontalo con l’ultimo cedolino disponibile.
  2. I ratei di tredicesima e quattordicesima. Devono corrispondere ai mesi lavorati.
  3. Il TFR. Verifica che l’importo sia coerente con i progressivi che leggi in busta paga.
  4. Il preavviso. Controlla se è stato lavorato, indennizzato o trattenuto.
  5. Eventuali verbali di conciliazione. Firmare una rinuncia in sede protetta è

generalmente definitivo: prima di farlo, fatti assistere.

In sintesi

Per situazioni contestate o verbali di conciliazione, la valutazione di un consulente del lavoro o di un legale prima della firma è l’investimento più utile che puoi fare.

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Nota. Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e si riferiscono alla normativa italiana vigente alla data di aggiornamento indicata. Per la tua situazione specifica rivolgiti a un commercialista o a un consulente del lavoro.

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